giorno 1 ore sei – orario terrestre

Last modified on 2008-11-06 00:22:01 GMT. 1 comment. Top.

erano le 25:30, l’orologio segnava queste cifre, sulla terra nella mia città Roma sarebbero state le sei di mattina … la terra , un ricordo lontano ed il mattino un concetto nuovo e diverso su questa stazione spaziale. Giove sta sorgendo dietro Europa , e la scena come ogni giorno mi mozza il fiato. Mi giro sul letto a sospensione e guardo l’ora, la sveglia mi ricorda come ogni giorno che il lavoro mi attende, uscire nello spazio profondo, ma il pianoforte di Ludovico Einaudi permette ad una immagine di crearsi nella mia mente, due occhi verdi e profondi che mi guardano, rimango sdraiato ad immergermi in quello sguardo e godermi le note del pianoforte. Avevo incontrato quegli occhi ieri sulla promenade della stazione mentre ero a scegliere degli ologrammi da guardare. Il suo odore e la sua posizione mentre guardava lo scaffale  mi avevano colpito come i suoi capelli neri lucidi sulle spalle , mi ricorda una piantina che sta crescendo attaccata al suo bastoncino.
“se prendi quell’ologramma hai un offerta per una bevanda da drink for life , lo sai ?”
il suo sguardo si alzò e mi guardò come se ero la prima persona che vedeva da mesi. Come spaventata prese l’ologramma mi sorrise imbarazzata e pagando alla cassa uscì di corsa. Quel sorriso è ancora qui nella mia mente , non capisco perche mi ha preso cosi.

L’acqua scorre e vedo il mio riflesso , devo farmi la barba , ma il pensiero del lavoro di oggi mi infastidisce e preferisco affrontarlo nel modo migliore che so, con la barba.

Giorno 1 ore nove – orario terrestre

Last modified on 2008-11-06 00:21:34 GMT. 0 comments. Top.

La promenade della stazione e’ sempre un gran chaos di gente che corre, che cammina , un agglomerato di razze e colori. Gli odori si mischiano e pungono nel naso. Mi avvio verso il condotto 5A dove la nave di controllo mi attende, il solito controllo di routine alle strutture esterne della base. E’ affascinante pensare a quante navi attraccano ogni giorno qui e quante persone frequentano la stazione.
Saluto i miei colleghi sulla nave e siedo al mio posto, controllo i strumenti di navigazione e aspetto.
La navetta si alza e uscendo fuori dall’hangar effettua due piccole variazioni di assetto che come sempre mi danno un leggero senso di nausea. Fuori lo spettacolo è mozzafiato Giove giganteggia davanti a me ed Europa sembra solo un piccolo neo tra le scie colorate di questo enorme pianeta.

Giorno 1 ore dieci – orario terrestre

Last modified on 2008-11-06 00:19:44 GMT. 3 comments. Top.

“claude, qui è base operativa, sei pronto per uscire ? c’è da controllare il condotto 24 sezione est e il condotto 32,  inoltre c’è da verificare lo stato operativo del pozzo rifiuti nella sezione 32”. Per tutta risposta mi schiarisco la gola. Mentre mi infilo la tuta per uscire quello sguardo è li presente.

Apro il portello, esco, il passaggio alla caduta libera mi stordisce e il senso di vomito è forte ma devo contenermi, lavorare immerso fino al naso nel vomito non è certo piacevole. Con i razzi di manovra mi sistemo e avvicino il primo condotto. Comincio ad analizzare la struttura, sopra al condotto c’è una finestra; è una abitazione, i bambini che sono dentro mi guardano, li saluto, il loro sorriso mi contagia, è una bella giornata, si.

I lavori di routine possono essere alienanti ma anche tranquilli perchè sai già cosa devi fare , cosa controllare e cosa può funzionare e cosa non, ma sono anche lavori dove fai sempre la stessa cosa , dove non c’è movimento o comunque possibilità di creare. Noiosamente mi sposto nei vari settori dove devo eseguire i controlli. Le varie finestre che mi trovo davanti sul percorso mi mostrano fotografie di vite; come quando svogliato davanti lo schermo televisivo cambio canale cercando di alleviare la noia della serata. La luce che Giove riflette sta diventando troppo forte e abasso la visiera protettiva del casco, quando una scena attira la mia attenzione.

Giorno 1 ore dieci e mezza – orario terrestre

Last modified on 2008-11-06 00:19:25 GMT. 0 comments. Top.

Dentro una di queste fotografie vedo un uomo ed una donna che stanno discutendo animatamente, lei e’ vestita solo di una maglietta, lui indossa una tuta nera ed una pistola giace accanto alla sua mano sinistra.
Rimango immobile a guardare mentre la discussione si fa più animata, lei colpisce lui con le mani sul petto e lui la trattiene. Il volto di lei piange e urla il dito indice della mano destra indica il volto di lui come a voler dire , tutto quello che sta succedendo è colpa tua. Nervosamente lei si avvicina alla finestra , il suo viso è solcato da lacrime ed alzando il viso per guardare fuori dalla finestra i nostri sguardi si incontrano e un brivido corre lungo la mia schiena , è lei … lo sguardo e’ quello lo riconoscerei in mezzo ad un milione di persone. Ma lei non vede me perchè il casco nasconde il mio viso. Impaurita da questo incontro inaspettato si allontana dalla finestra ma quello che vedo mi da un brivido ancora più forte alla schiena, lui ha estratto la pistola e la sta puntando verso la schiena di lei. Dopo una frazione di secondo dove rimango fermo come una statua, mi getto verso la finestra colpendola con le mani ripetutamente per attirare la sua attenzione e indicando a lei di scappare , lei non capisce e’ confusa quando una ragnatela sul vetro cresce velocemente , lui ha sparato ma ha mancato ed ha preso il vetro, girandosi colpita dal rumore dello sparo lei capisce si gira guarda me , guarda lui, e poi corre verso la porta. Il vetro della finestra esplode e tutto quello che era nella stanza volando fuori dalla finestra mi colpisce sulla visiera e sulla tuta.